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martedì 19 aprile 2011

La Fuerza Aérea argentina conferma casi di UFO


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Creata da piloti, meteorologi, medici, psichiatri e gente dell'INTA (Istituto Nazionale di Tecnologia Agricola), la CIFA (Commissione di Investigazione dei Fenomeni Aerospaziali) studierà le apparizioni di UFO. Il Paese si aggrega, così, ad una tendenza mondiale sulla tematica. Ha creato una commissione speciale per investigare il fenomeno.
La superstizione di una cultura avanzata che si nasconde dietro le nuvole, ha portato a storie di cospirazioni e spionaggio - come quelle dei film - che nessuno è riuscito a capitalizzare.
La Fuerza Aérea Argentina (FAA) ha sempre mostrato interesse per gli UFO e, per investigare questo fenomeno, ha creato ufficialmente il primo organo ufficiale: La Commissione di Investigazione dei Fenomeni Aerospaziali.
Il Paese si unisce ad una tendenza internazionale di declassificazione dei documenti sopra la tematica e di analizzare - con rigore scientifico - la presenza di Oggetti Volanti Non Identificati. Organizzazioni analoghe già operano in Uruguay - dove funziona dal 1979 - Cile e Brasile.
Il capitano Mariano Mohaupt, addetto stampa della FAA e incaricato di presiedere la Commissione, ha riconosciuto per la prima volta che "la Fuerza Aérea Argentina ha confermato gli avvistamenti e lo studio dei Fenomeni Aerospaziali che non sono stati identificati". Questo, comunque, non significa provare l'esistenza o visite di Civiltà Planetarie.
Ogni giorno, gli astronomi captano oggetti che non riescono a identificare.
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E anche se a prima vista rassomiglia ad un disco volante, si deve prima scartare che non si tratti di palloni o sonde meteo, razzi, spazzatura spaziale o meteoriti. Nessuno può indagare sugli UFO senza la conoscenza sul traffico aereo o delle condizioni atmosferiche. Come spiega Mohaupt: "molti dei fenomeni durano pochi secondi e poi si dissolvono".
La Commissione, che sarà operativa tra due mesi, sarà interdisciplinare e il suo scopo sarà determinare quando un avvistamento corrisponde a cause meteorologiche, astronomiche o fisiche e quando no. Il team sarà composto da piloti, personale del Servizio Meteorologico Nazionale, dall'Amministrazione Nazionale dell'Aviazione Civile e da medici, psichiatri e personale dell'INTA, in caso di eventi geofisici.
Con l'intento di fornire una connotazione scientifica a queste anomalie, "il metodo per indagare su qualsiasi caso significativo - riassume Mohaupt - si divide in tre fasi. La prima sarà la raccolta dei dati da fonti primarie e secondarie. Il contributo dei cittadini e istituzioni sarà cruciale a questo punto. La fase intermedia prevede uno studio dettagliato di ogni singolo caso particolare e la relativa successiva documentazione. Quei fenomeni che non sono stati spiegati passeranno alla terza fase di analisi statistica e la riproduzione dei dati forniti".
Sui benefici di questa iniziativa ufficiale, Silvia Pérez Simondini direttrice della Commissione di Studio del Fenomeno UFO della Repubblica Argentina (CEFORA) ritiene che "è meraviglioso il fatto che si crei una Commissione, così ogni qualvolta si ha bisogno di effettuare delle analisi, si può avere accesso ai laboratori ufficiali". Dal punto di vista della scienza e della religione, ci sono pochi dubbi, anche se mancano le prove. Il fisico e cosmologo britannico Stephen Hawking affermò che gli extraterrestri "quasi certamente esistono", ma consiglia agli esseri umani di evitare il Contatto con essi. Mentre, il direttore della Specola Vaticana di Castel Gandolfo (osservatorio astronomico del Vaticano)il gesuita George Coyne, concluse che nonostante la mancanza di prove scientifiche, non si esclude la vita in altri pianeti.
Per l'astronomo Roberto O. Venero, "la maggioranza degli scienziati, ad oggi, considera come alta la possibilità dell'esistenza di vita in altri sistemi planetari, Questa idea è stata rafforzata con la scoperta di numerosi esopianeti, che costituiscono scenari potenziali per lo sviluppo della vita".
Tuttavia, queste aspettative basate su fatti scientifici non hanno nessuna connessione con il fenomeno UFO. "La relazione in cui le  luci o gli oggetti volanti che non possono essere identificati in nessun modo, vengono spacciati con astronavi extraterrestri che ci visitano, corrisponde al terreno della fantasia. Non è maturo spiegare quello che non comprendiamo con una idea preconcetta, solo perchè non lo capiamo", afferma Venero.
Fonte :.  Centro Ufologico Ionico

"Sex and Vatican", il libro su sesso e preti che sta facendo tremare la Chiesa

Martedí 19.04.2011 19:25

Sex and the Vatican

E' gia una bufera, prima ancora che l'intero racconto esca in libreria. Promette di suscitare discussioni e creare qualche scompiglio anche al di là delle mura vaticane"Sex and the Vatican, viaggio segreto nel regno dei casti"(Piemme) del giornalista Carmelo Abbate. Nato da un'inchiesta sulla partecipazione di sacerdoti a festini gay a Roma che già qualche mese fa ebbe risonanza internazionale e e che innescò la reazione del Vicariato di Roma con l'invito ai preti coinvolti a "uscire allo scoperto".
Il lavoro da "infiltrato" di Abbate si è protratto per diversi mesi sia a Roma che in altre città italiane, quindi oltre confine, e il risultato è un reportage fitto di dati, incontri, dialoghi, testimonianze a volte dolenti, spesso sconcertanti. "Sacerdoti di ogni nazionalità che si dividono tra le stanze di Via della Conciliazione e la movida della Roma by night". Si parla di preti dalla doppia vita, esperienze di escort e chat, seminaristi e suore che vivono di nascosto la propria sessualità, sia etero che omosessuale.
OSSESSIONE SESSUOFOBICA - Anche del problema dei figli di sacerdoti e delle loro madri che hanno inviato a papa Benedetto XVI un documento riservato per raccontare la loro difficile condizione. Sacerdoti che testimoniano il loro disagio, o che hanno scelto di gettare la tonaca alle ortiche. Una delle tesi dell'autore è che l'ossessione sessuofobica diventa "l'invincibile richiamo del peccato". Mentre alcune storie raccontate riguardano prelati rimasti invischiati nelle retate anti-prostituzione, oppure aborti clandestini per liberarsi dei "frutti del peccato".
Il reportage sta già facendo discutere in Francia, dove sta per essere pubblicato contemporaneamente all'edizione italiana. Il sito Vsd.fr ne parla come del "libro che farà scandalo". "Carmelo Abbate - si legge nel sito - non vuole denunciare le persone, bensì, prima di tutto, quella cultura del segreto che regna in seno alla Chiesa, oltre che la presenza di due codici di valore: uno per quelli che ne fanno parte e un altro per il resto del mondo".

IL CONTENUTO - Il racconta parte da una festa molto speciale a cui l'autore ha partecipato. Ne nasce  un'inchiesta che ha catturato l'attenzione dei media di tutto il mondo - da Newsweek al Washington Post, dalla Cbs al Guardian, dalla Bbc a France 2, da El Mundo alla Pravda, fino alla tv iraniana -. Un viaggio segreto nel regno dei casti. Un'inattaccabile indagine da undercover reporter che ha avuto enorme eco e ha provocato la reazione del Vaticano. Proprio in quei giorni caldi, Carmelo Abbate continuava il suo lavoro da "infiltrato", un lavoro che si è protratto per diversi mesi e dalla Città Eterna si è allargato a molte altre città italiane, e quindi oltre confine.
Il risultato è un reportage ricco di rivelazioni, dialoghi serrati, dati, incontri segreti, testimonianze a volte dolenti, spesso sconcertanti. Storie di aborti clandestini e richieste di adozioni per liberarsi dei "frutti del peccato". E poi soldi, tanti, per comprare il silenzio delle amanti o per accompagnare la crescita di bambini "scomodi".


L'AUTORE -
Carmelo Abbate
Ha condotto numerose inchieste sul campo, in particolare riguardo a temi sociali. Ha fatto importanti reportage sul caporalato, sulle morti bianche, sul fenomeno dell'immigrazione in Italia, sulla sanità. Si è finto marocchino e curdo per raccontare, tra vessazioni e paura, l'inferno del lavoro nero in Puglia e in Sicilia. Si è finto medico, spalancando le porte di reparti, pronto soccorso, sale operatorie, per documentare inquietanti episodi di malasanità negli ospedali del Sud. Nel settembre 2010 il suo reportage da prima pagina Le notti brave dei preti gay ha fatto il giro del mondo. Per Piemme ha pubblicato con successo Babilonia (2010). Sex and the Vatican esce in contemporanea anche in Francia, per i tipi di Michel Lafon.

FONTE:. AFFARITALIANI.IT

lunedì 18 aprile 2011

Rai, compensi Santoro, Fazio, Floris e Dandini: “Altro che Minzolini”




In occasione della polemica esplosa sul compenso di Vittorio Sgarbi per Il bene e il male, il Fatto Quotidiano aveva pubblicato i compensi degli altri “Cocchi” del Premier, Minzolini e Ferrara, quantificando la spesa degli ultimi tre anni per la “propaganda” di governo sulla TV pubblica in 25 milioni di euro. IlGiornale ha risposto subito, mettendo sul piatto i 35 milioni che la Rai avrebbe speso per Michele Santoro, Fabio Fazio, Giovanni Floris e Serena Dandini, in un solo anno.
Floris, in particolare, avrebbe fatto inserire nel proprio contratto di collaborazione esterna una clausola paracadute, che oltre al compenso annuale di 550mila euro (lo stesso di Minzolini “che però dirige un Tg”) gli garantirebbe il posto come Capo Redattore in caso Ballarò dovesse essere rimosso dal palinsesto. La testata di Sallusti, va poi a sondare i budget stanziati programma per programma, a cominciare da Che tempo che fa, il più costoso in assoluto. 10 milioni e 400mila euro, di cui 2 per il solo compenso di Fazio, per un totale di 160.000 euro a puntata. Nonostante tutto il programma è realizzato dalla Endemol. Sempre Faziano, Vieni via con me, che si attesta sui 2 milioni e 8mila euro. Ballaròinvece costa alla Rai 4.100.000 euro, ovvero quasi 10.000 euro a puntata. Parla con medi Serena Dandini, secondo le cifre “che trapelano da Viale Mazzini” pubblicate dal Giornale, costerebbe 7,8 milioni di euro, vale a dire 67.000 euro a puntata e 700.000 per la Dandini. Infine, abbiamo il nemico per eccellenza della direzione generale, Michele Santoro, che con il suo Annozero succhia 7 milioni di euro all’anno, di cui 700.000 per il suo cachet.
Va detto, il Giornale lo ammette, che programmi come Annozero e Che tempo che faregistrano ascolti elevati e per questo “fanno felice la Sipra”, mentre altri, come Parla con me, non reggono il confronto con la concorrenza e non giustificherebbero la spesa. Ultima ma non meno importante, Milena Gabanelli, che percepisce un compenso di soli 150.000 euro l’anno. Anche il programma, Report ha un costo relativamente basso, solo 2.200.000 euro per venti puntate annuali. Le spese legate a Report, secondo il Giornale, sarebbero quelle delle querele, più che i costi di produzione.
In Mezzora, infine, di Lucia Annunziata, costa 26mila euro lordi a puntata, 780.000 euro in totale.
Come viene commentato dalla testata di Sallusti quello che viene chiamato il flop di Giuliano FerraraQui Radio Londra avrebbe soddisfatto i vertici Rai. “Era previsto un 20% di share, mentre Ferrara viaggia sul 18%, poco meno”. “Solo 32mila euro lordi a puntata”. “Un affare”, parola di top manager della Rai.
Fonte: Il Giornale

venerdì 15 aprile 2011

Facebookmania: allarme minori

Facebookmania: allarme minori

La fine di Facebook?


Bruce Sterling, famoso scrittore di fantascienza, grande studioso dei nuovi media, ha decretato che la fine di Facebook non tarderà ad arrivare.
Portando ad esempio Myspace, che in un anno ha perso circa il 70% dei suoi contatti, lo scrittore profetizza la morte dei social network, Facebook in testa.
Secondo l’opinione di Sterling, i social network avranno, al massimo, dai sette ai dieci anni di vita, poi saranno sostituiti da nuovi media e nuovi linguaggi, anche se ovviamente non si può ancora dire quali saranno. Anzi, lo scrittore si stupisce che la fortuna di Mark Zuckerberg (il fondatore di Facebook)sia durata così a lungo…
Sicuramente, l’analisi di Sterling è basata su dati oggettivi (vedi la caduta di Myspace), inoltre sette anni fa nessuno avrebbe scommesso sulla nascita dei social network.
Così non risulta difficile credere che fra sette, dieci anni ci saranno nuove modalità -sempre virtuali – per tenersi in contatto con i propri amici e portare avanti anche la vita virtuale che sempre più persone vivono su Internet, specialmente nei siti di incontri o nei social network  in particolare.
Lo scopriremo solo vivendo!

Fonte: http://www.socialnetwork10.it

L’Unione Europea contro i filtri al P2P


emule.jpgTutti incominciò nel lontano 2004, quando inBelgio, la Sabam, che equivale più o meno alla nostra SIAE, aveva denunciato ilprovider locale Scarlet Extended reo di permettere lo scambio di materiale protetto tra i suoi utenti. In parole povere, il provider permetteva l’uso di programmi P2P tra i suoi utenti. Nulla di strano, ne il solito tentativo di porre un freno al P2P, ne che un provider ne conceda l’uso sulla propria rete.
Eppure, un giudice locale di primo grado aveva dato ragione alla Sabam, condannando il provider a bloccare totalmente la possibilità di utilizzo di software P2P per la condivisione di materiale protetto, pena multe salatissime. Addirittura venne implementato un particolare sistema di firma digitale, l’Audible Magic, che permette di riconoscere immediatamente le tipologie di file scambiati e dunque capire se si tratta di materiale protetto o no.
Ebbene, il provider Scarlet Extended ha deciso di fare appello a questa sentenza e i giudici della Corte d’Appello hanno chiesto un parere alla Corte di Giusitizia Europea.
La Corte Europea non ha ancora dato una risposta ufficiale, ma sull’argomento si è espresso l’Avvocato Genrale Pedro Cruz Villalón, che ha di fatto anticipato ciò che la Corte di Giustizia Europea probabilmente dirà.
L’avvocato ha ribadito che un giudice locale non può imporre nulla a un provider senza che prima esista una specifica norma al riguardo. In poche parole, se non esiste una norma nazionale che preveda il blocco del P2P, un giudice non può obbligare un provider a porre vincoli alla sua rete.
Ovviamente questo è il solo parere dell’Avvocato Generale, ma come detto è molto probabile che la Corte di Giusitizia Europea segua la stessa linea visto che il parere dell’Avvocato Generale non è vincolante, ma è sempre preso in seria considerazione e spesso seguito alla lettera. L’Unione Europa si appresta dunque a bocciare i filtri al P2P?
DIGITAL.IT

Il blog di iMbEsToNe: Il futuro del pc? E' sulla nuvola! Parola dell'ex ...

Il blog di iMbEsToNe: Il futuro del pc? E' sulla nuvola! Parola dell'ex ...: "cloud computing Il cloud computing ci porterà in un futuro 'staordinario e spaventoso'! E' così che la pensa Eric Schmidt CEO di Google pe..."

Una mappa dettagliata del cervello umano

NOTIZIE – Sono stati necessari quattro anni di lavoro per produrre una mappa accurata del cervello umano. Non un semplice atlante (neppure tanto semplice se pensiamo alle immagini del famoso Netter, l’atlante di anatomia umana su cui hanno studiato centinaia di studenti) ma una mappa completa, in grado di integrare sia informazioni anatomiche sia genomiche.
Questo è il risultato che da oggi è gratuitamente a disposizione della comunità scientifica grazie all’Allen Institute for Brain Science di Seattle. L’annuncio arriva cinque anni dopo la pubblicazione di un altro importante atlante, quello del cervello del topo, realizzato appunto nel 2006 dallo stesso istituto.
L’Allen Human Brain Atlas ha da oggi nuove informazioni e permette, grazie al Brain Explorer 2 la visualizzazione tridimensionale del cervello umano, identificando le aree di espressione dei singoli geni. I ricercatori hanno analizzato il cervello di due diversi individui, confrontando le differenze di struttura e espressione genica delle singole aree cerebrali.
Secondo i dati diffusi dall’istituto, i risultati ottenuti rivelano una somiglianza del 94% per cento tra i due cervelli umani. Inoltre, l’analisi dei dati (effettuata all’interno dei laboratori dell’Allen Institute for Brain Science) indica che almeno l’82% di tutti i geni umani sono espressi nel cervello, mettendo in evidenza l’enorme complessità di quest’organo, e fornendo anche uno schema essenziale per comprenderne meglio le funzionalità e aiutare la ricerca nelle malattie neurologiche.
Nell’atlante vengono integrate analisi effettuate con la risonanza magnetica (MRI), l’istologia e i dati di espressione genica ottenuti sia con i microarray sia con la tecnica dell’ibridazione in situ (ISH).
E non manca la par condicio. I primi due cervelli analizzati provenivano da donatori maschi, e oggi i laboratori stanno analizzando il cervello di una donna, come ha spiegato Allan Jones, amministratore delegato dell’istituto in un’intervista rilasciata al Wall Street Journal.
Nell’annuncio ufficiale Jones afferma inoltre: “Capire come i geni vengono utilizzati nel nostro cervello aiuterà gli scienziati e la comunità medica a comprendere meglio i meccanismi e scoprire nuovi trattamenti per i diversi tipi di patologie del cervello, dalle malattie mentali alla tossicodipendenza, al morbo di Alzheimer e di Parkinson, alla sclerosi multipla all’autismo”.
Il prossimo passo è ora di ampliare il numero di campioni (otto entro la fine del prossimo anno) per migliorare la risoluzione, la qualità e l’attendibilità statistica dei dati.

di Francesca Petrera
Tratto da :. 

OGGISCIENZA

lunedì 11 aprile 2011

Trenta anni fa partiva il primo shuttle

Navetta usa si prepara a volo di addio

11 aprile, 21:06di Enrica Battifoglia   Ansa.it



Il 12 aprile e' una data importante per lo spazio: nel 1961 la Vostok ha portato il primo uomo in orbita; 20 anni piu' tardi il primo shuttle, il Columbia, inaugurava la nuova stagione di voli umani che ha permesso di costruire la piu' grande struttura mai assemblata in orbita: la Stazione Spaziale Internazionale.
Il 12 aprile 1981 a bordo del Columbia c'erano gli astronauti John Young e Robert Crippen: era la prima volta nella storia dello spazio che una navetta affrontava il suo primo volo con un equipaggio a bordo. E' un anniversario importante, che arriva proprio mentre la navetta americana si prepara ad uscire di scena. Volera' ancora solo sue volte: a fine aprile e in estate.
Sulla rampa di lancio del Kennedy Space Center della Nasa, a Cape Canaveral, lo shuttle Endeavour e' pronto a partire per il 29 aprile. Il lancio era previsto inizialmente per il 19, ma il ''traffico intenso'' sulla stazione orbitale ha costretto a dieci giorni di attesa. A bordo ci saranno l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Roberto Vittori e uno strumento unico, Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), destinato ad andare a caccia di antimateria nello spazio.
Nel frattempo, sempre al Kennedy Space Center, i tecnici stanno gia' lavorando attorno all'ultimo shuttle, l'Atlantis. Nei giorni scorsi gli astronauti hanno visitato la navetta per alcuni test e l'hanno trovata ''in gran forma'', come hanno scritto su Twitter. Il loro trasferimento a Cape Canaveral e' previsto per il 24 giugno e l'indomani dovrebbe partire il conto alla rovescia in vista del lancio, al momento in programma per il 28 giugno.
Dopo questo volo il programma chiudera' i battenti e le tre navette rimaste della storica flotta diventeranno oggetti da museo. Sara' questo il destino dell'Endeavour, dell'Atlantis e del Discovery, che ha volato per l'ultima volta all'inizio di marzo. Del Columbia e del Challenger, protagonisti di due momenti tragici della storia dello spazio, non restano che rottami, ma anche quelli sono stati richiesti dal piu' celebre dei musei dedicati allo spazio, lo Smithsonian National and Air Museum a Washington.
Complessivamente le 5 navette hanno fatto piu' di 130 voli, portando in orbita oltre 350 persone e percorrendo almeno mezzo miliardo di chilometri: una distanza sufficiente a coprire lo spazio che separa la Terra da Giove. Lo shuttle merita un posto nella storia dei voli spaziali perche' e' stato il primo velivolo riutilizzabile, capace di raggiungere l'orbita con una potenza grandissima e di atterrare leggero come un aliante. Inizialmente ha funzionato come un laboratorio unico, nel quale era finalmente possibile fare esperimenti senza gravita', poi e' diventato il veicolo indispensabile per portare in orbita i grandi moduli della Stazione Spaziale e per assemblarli e per portare gli astronauti a compiere missioni celebri, come quelle per la manutenzione del telescopio spaziale Hubble.

Malati di internet? I fattori di rischio

Malati di internet? I fattori di rischio

Report Il prodotto sei Tu - Sommossa Web 2.0



Tratto da :. oknotizie.virgilio.it
REPORT --  RAI 3

domenica 10 aprile 2011

UFO, X-FILES DELL'FBI: "NEL '50 TROVATI TRE CORPI UMANOIDI"

L'alieno di Rosswell, rivelatosi un falso
WASHINGTON - Arrivano dagli Usa dei nuovi documenti che fanno luce sui presunti avvistamenti di Ufo avvenuti nei cieli americani negli anni '40. Secondo i documenti dell'Fbi, scovati e pubblicati dalSalt Lake Tribune, gli agenti di quel periodo scrissero due documentazioni relative a un avvistamento nello Utah e a un altro in New Mexico, il famoso "alieno di Rosswell". Il primo X-files, è una rapporto dell'Fbi firmato dall'agente Guy Hottel e datato 22 marzo 1950, descrivendo tre dischi volanti precipitati in New Mexico, tutti di un diametro di 16 metri e con al loro interno tre figure umanoidi alte circa un metro. Questo è quanto si legge nel documento: ««Ogni disco  era occupato da tre corpi di forma umanoide alti meno di un metro, vestiti con un tessuto metallico a trama molto fitta. Ogni corpo era avvolto in una specie di bendaggio simile alle tute anti gravità usate dai piloti collaudatori». Secondo il rapporto i velivoli sarebbero precipitati a causa della potente interferenza dei radar dell'aviazione statunitense. Sul secondo avvistamento i documenti risalgono al 4 aprile 1949, quando alcuni agenti dell'Fbi nello Utah, inviarono un documento "urgente" al  direttore del Bureau, J. Edgar Hoover. Nell'X-files si parla di due agenti di polizia e del custode di un negozio che avrebbero visto un Ufo volare sui cieli della cittadina di Logan per poi esplodere. Il documento, intitolato "Dischi volanti", recita :«I tre videro un oggetto di colore argenteo che si stava avvicinando alle montagne del Sardine Canyon e che è sembrato esplodere in un'eruzione di fuoco. Diversi cittadini di Trenton dissero di aver visto quello che sembrò essere una doppia esplosione aerea seguita da oggetti cadenti».
Domenica 10 Aprile 2011 - 18:47
Tratto da:. LEGGO

giovedì 7 aprile 2011

Foto dei misteri dove fu ucciso un prete !!

Vernazza: turista ritrae una chiesa vuota ma nello scatto appare un sacerdote
Fenomeni 'paranormali' o semplici suggestioni? Dì la tua



Nel tondo, appare sfocata la figura di un'entità
Nel tondo, appare sfocata la figura di un'entità
La Spezia, 7 aprile 2011 - HA DETTO di essere stata ignara, al momento dello scatto, che l’altare su cui aveva puntato l’obiettivo era proprio quello delle anime. E nemmeno sarebbe stata a conoscenza che poco distante da lì, nella canonica della chiesa, oltre 11 anni fa, venne ucciso il parroco, massacrato di botte. Avrebbe saputo tutto ciò quando ha fatto vedere l’immagine ad un’amica che lavora nel paese meta della vacanza, Vernazza, perla turistica delle Cinque Terre.

E lo sconcerto si è tradotto in choc, quanto meno per l’amica. L’immagine digitale consegnata al computer dopo l’operazione di trasferimento dalla memory card, fa vedere... l’invisibile. Quello che l’occhio umano non aveva carpito al momento del clic è finito nel file, seppur in forma sfumata, sfuocata, mossa: la figura di un uomo minuto che indossa un abito talare, con una stola attorno al collo; alle sue spalle, sfuggenti, gli apparenti contorni di un volto. Quanto basta per avere la schiena percorsa da un brivido e aprire la mente a vari interrogativi, più o meno inquietanti: un macabro bluff? Un’esposizione lunga alla luce che ha colto e impresso nella memoria, con effetto trasparenza, il transito di una persona spuntata all’improvviso e poi scomparsa agli occhi di chi ha effettuato lo scatto? Un fenomeno paranormale che ’scomoda’ l’anima candida di don Emilio Gandolfo, il parroco-intellettuale morto dopo una vera e propria tortura il 2 dicembre del 1999?

L’autrice dello foto è una turista sarda. Da giorni ha lasciato Vernazza. La sua identità la conosce solo l’amica del posto, che però non vuole rivelarla. Lei stessa chiede l’anonimato. «Troppo clamore...».
Ma lei almeno «garantisce» che la sua amica non è un’illusionista?
«Certo, al cento per cento. E’ una persona al di sopra di ogni sospetto».

Magari siamo di fronte ad una mossa per riaccendere i riflettori sul delitto?
«Impensabile. Era all’oscuro di tutto».


«Se la vicenda serve a ridare quota alle indagini, è comunque un bene, al di là dei misteri che presenta e delle deduzioni della ragione e del cuore», dice il vicesindaco di Vernazza, Gerolamo Leonardini, cattolico praticante, primo cittadino all’epoca del delitto. Lui, in proposito, ha un’opinione precisa. «L’omicidio viene da lontano. Il mite e minuto don Emilio è stato ucciso perché, forse, custodiva un segreto pesante come un macigno, per estorcere il quale, venne massacrato di botte».
E della foto cosa pensa?
«Non faccio testo, ma io vedo l’immagine sfumata di un uomo in abito talare... Non è certo il parroco attuale, la cui stazza è notevole».


Abbiamo chiesto allora ad un esperto, il professor Lorenzo Colloreta, docente di fotografia digitale ad Architettura a Firenze, a cui abbiamo girato la foto per mail.+
Che dire?
«Al 99 per cento non è un fotomontaggio. Siamo di fronte al transito reale di una persona. Si è verificato quello che tecnicamente si chiama effetto fantasma».

Cioè?
«Si verifica quando, durante un’esposizione prolungata, l’azione del flash si somma a quella della luce ambiente. In questo caso si ha un effetto-trasparenza nelle zone dell’immagine dove un soggetto in movimento si sovrappone allo sfondo»

Sembra intravvedersi una stola...
«E’ l’effetto della sovrapposizione dell’architettura dell’altare».

Tutto spiegabile...
«Sì; ma c’è di più. Esaminando il contenuto del file ancor prima dell’immagine balza in evidenza l’assenza dei metadati, ovvero le informazioni relative alla macchina usata, alla data dello scatto, diaframma, eccetera...».

Sono stati cancellati volontariamente?
«Difficile pensare ad una azione involontaria. Poteva accadere nelle macchine digitali di prima generazione. Ora le informazioni accompagnano per sempre gli scatti, a meno che qualcuno non le tolga deliberatamente per non permettere di risalire a lui. Un’operazione complessa».


Una cosa è certa. Chi ha fatto clic vuole restare nell’anonimato. Logico pensare che proprio per questo abbia cancellato i dati. La domanda che si impone allora è un’altra: perché consegnare all’amica un’immagine capace di aprire inquietanti interrogativi diretti ma anche indiretti? C’è una relazione col delitto del parroco?
Tratto da :. LA NAZIONE SP
Corrado Ricci

mercoledì 6 aprile 2011

Pensioni d'oro, libro denuncia di Giordano Amato, 31.000 euro al mese: ira dei lettori.


Giuliano Amato
Giuliano Amato

"Sanguisughe, le pensioni d'oro che ci prosciugano le tasche": l'ultimo libro inchiesta del giornalista sui lauti vitalizi della nostra classe dirigente fa venire la pelle d'oca: si può arrivare a percepire anche tre pensioni al mese

Bologna, 31 marzo 2011 - La nostra classe dirigente va in pensione senza lavorare. L'ultimo libro inchiesta di Mario Giordano ("Sanguisughe, le pensioni d'oro che ci prosciugano le tasche", Mondadori, 18 euro, in uscita martedì prossimo) fa venire la pelle d'oca: smaschera la schiera di coloro che hanno vissuto da privilegiati. In questo Paese bello e maledetto, sono un esercito di 495 mila unità.
C' è anche l'attuale moglie del Senatur Bossi, al secolo Manuela Marrone. E' dal 1992, quando aveva la veneranda età di 39 anni, che percepisce i suoi 766,37 euro al mese.
Non molti, ma comunque troppi. Da allora, scrive Giordano, "fra le attività che ha seguito con più passione c'è la scuola elementare Bosina, da lei medesima fondata nel 1998, 'la scuola della tua terra', che educa i bambini attraverso la scoperta delle radici culturali, anche con racconti popolari, leggende, fiabe, filastrocche legate alle tradizioni locali. E sarà un caso che nelle pieghe della Finanziaria 2010, fra tanti tagli e sacrifici, sono stati trovati i soldi per dare un bel finanziamento, (800 mila euro) proprio alla Bosina?".
Ma è una cosa normale in questo Paese, dove non ci si indigna nemmeno se il ripetente figlio della signora è consigliere regionale della Regione Lombardia senza avere maturato una lunga e approfondita gavetta.
Ma la signora Bossi è in allegra compagnia: anche gli artisti possono permettersi di non lavorare.
1) Adriano Celentano: in pensione da quando aveva 50 anni. 
2)
Sophia Loren e Raffaella Carrà: in pensione dai 53. 
3)
Carlo Callieri: 5.000 euro al mese da quando aveva 57 anni.
E non scherzano nemmeno gli assegnatari delle pensioni 'a cumulo'. I parlamentari, gli onorevoli di ogni ordine e grado e i magistrati possono prenderne fino a tre. Qualche esempio, tanto per gradire:
1) Giuliano Amato: 31.411 euro lordi al mese (1.047 euro al giorno), che netti sono circa 17mila. L'ex presidente del Consiglio, in pensione da quando aveva 59 anni, ha due pensioni: quella da ex docente universitario e quella da ex parlamentare.
2) Oscar Luigi Scalfaro ha due pensioni, quella da senatore a vita e quella da magistrato (ma ha indossato una toga solo per 36 mesi, fra il 1943 e il 1946). Totale: 15.000 euro netti.
3) Rocco Buttiglione, la pensione di 3.258 euro netti come professore universitario da sommare all'indennità parlamentare.
4) Romano Prodi prende tre vitalizi, quello da ex Presidente della Commissione europea, quello da ex docente e alla fine quello da ex parlamentare. Totale: 14.254 euro lordi al mese.
5) Franco Marini, deputato Pd, che oltre all'indennità parlamentare prende circa 2.500 euro da quando aveva 57 anni.
E questi sono solo alcuni degli esempi 'bomba' che fa Giordano nel suo libro.
Sono davvero meritati tutti questi soldi? Sono davvero produttivi i nostri governanti? E soprattutto: quali saranno le conclusioni che un cittadino normale trarrà quando sentirà parlare di innalzamento dell'età pensionabile? Disillusione. Malcontento. Rabbia. Sgomento. E sempre meno voglia di alzarsi la mattina per fare andare avanti questo benedetto Paese.
QUOTIDIANO NET
di Davide Denina