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venerdì 15 aprile 2011

L’Unione Europea contro i filtri al P2P


emule.jpgTutti incominciò nel lontano 2004, quando inBelgio, la Sabam, che equivale più o meno alla nostra SIAE, aveva denunciato ilprovider locale Scarlet Extended reo di permettere lo scambio di materiale protetto tra i suoi utenti. In parole povere, il provider permetteva l’uso di programmi P2P tra i suoi utenti. Nulla di strano, ne il solito tentativo di porre un freno al P2P, ne che un provider ne conceda l’uso sulla propria rete.
Eppure, un giudice locale di primo grado aveva dato ragione alla Sabam, condannando il provider a bloccare totalmente la possibilità di utilizzo di software P2P per la condivisione di materiale protetto, pena multe salatissime. Addirittura venne implementato un particolare sistema di firma digitale, l’Audible Magic, che permette di riconoscere immediatamente le tipologie di file scambiati e dunque capire se si tratta di materiale protetto o no.
Ebbene, il provider Scarlet Extended ha deciso di fare appello a questa sentenza e i giudici della Corte d’Appello hanno chiesto un parere alla Corte di Giusitizia Europea.
La Corte Europea non ha ancora dato una risposta ufficiale, ma sull’argomento si è espresso l’Avvocato Genrale Pedro Cruz Villalón, che ha di fatto anticipato ciò che la Corte di Giustizia Europea probabilmente dirà.
L’avvocato ha ribadito che un giudice locale non può imporre nulla a un provider senza che prima esista una specifica norma al riguardo. In poche parole, se non esiste una norma nazionale che preveda il blocco del P2P, un giudice non può obbligare un provider a porre vincoli alla sua rete.
Ovviamente questo è il solo parere dell’Avvocato Generale, ma come detto è molto probabile che la Corte di Giusitizia Europea segua la stessa linea visto che il parere dell’Avvocato Generale non è vincolante, ma è sempre preso in seria considerazione e spesso seguito alla lettera. L’Unione Europa si appresta dunque a bocciare i filtri al P2P?
DIGITAL.IT

Il blog di iMbEsToNe: Il futuro del pc? E' sulla nuvola! Parola dell'ex ...

Il blog di iMbEsToNe: Il futuro del pc? E' sulla nuvola! Parola dell'ex ...: "cloud computing Il cloud computing ci porterà in un futuro 'staordinario e spaventoso'! E' così che la pensa Eric Schmidt CEO di Google pe..."

Una mappa dettagliata del cervello umano

NOTIZIE – Sono stati necessari quattro anni di lavoro per produrre una mappa accurata del cervello umano. Non un semplice atlante (neppure tanto semplice se pensiamo alle immagini del famoso Netter, l’atlante di anatomia umana su cui hanno studiato centinaia di studenti) ma una mappa completa, in grado di integrare sia informazioni anatomiche sia genomiche.
Questo è il risultato che da oggi è gratuitamente a disposizione della comunità scientifica grazie all’Allen Institute for Brain Science di Seattle. L’annuncio arriva cinque anni dopo la pubblicazione di un altro importante atlante, quello del cervello del topo, realizzato appunto nel 2006 dallo stesso istituto.
L’Allen Human Brain Atlas ha da oggi nuove informazioni e permette, grazie al Brain Explorer 2 la visualizzazione tridimensionale del cervello umano, identificando le aree di espressione dei singoli geni. I ricercatori hanno analizzato il cervello di due diversi individui, confrontando le differenze di struttura e espressione genica delle singole aree cerebrali.
Secondo i dati diffusi dall’istituto, i risultati ottenuti rivelano una somiglianza del 94% per cento tra i due cervelli umani. Inoltre, l’analisi dei dati (effettuata all’interno dei laboratori dell’Allen Institute for Brain Science) indica che almeno l’82% di tutti i geni umani sono espressi nel cervello, mettendo in evidenza l’enorme complessità di quest’organo, e fornendo anche uno schema essenziale per comprenderne meglio le funzionalità e aiutare la ricerca nelle malattie neurologiche.
Nell’atlante vengono integrate analisi effettuate con la risonanza magnetica (MRI), l’istologia e i dati di espressione genica ottenuti sia con i microarray sia con la tecnica dell’ibridazione in situ (ISH).
E non manca la par condicio. I primi due cervelli analizzati provenivano da donatori maschi, e oggi i laboratori stanno analizzando il cervello di una donna, come ha spiegato Allan Jones, amministratore delegato dell’istituto in un’intervista rilasciata al Wall Street Journal.
Nell’annuncio ufficiale Jones afferma inoltre: “Capire come i geni vengono utilizzati nel nostro cervello aiuterà gli scienziati e la comunità medica a comprendere meglio i meccanismi e scoprire nuovi trattamenti per i diversi tipi di patologie del cervello, dalle malattie mentali alla tossicodipendenza, al morbo di Alzheimer e di Parkinson, alla sclerosi multipla all’autismo”.
Il prossimo passo è ora di ampliare il numero di campioni (otto entro la fine del prossimo anno) per migliorare la risoluzione, la qualità e l’attendibilità statistica dei dati.

di Francesca Petrera
Tratto da :. 

OGGISCIENZA

lunedì 11 aprile 2011

Trenta anni fa partiva il primo shuttle

Navetta usa si prepara a volo di addio

11 aprile, 21:06di Enrica Battifoglia   Ansa.it



Il 12 aprile e' una data importante per lo spazio: nel 1961 la Vostok ha portato il primo uomo in orbita; 20 anni piu' tardi il primo shuttle, il Columbia, inaugurava la nuova stagione di voli umani che ha permesso di costruire la piu' grande struttura mai assemblata in orbita: la Stazione Spaziale Internazionale.
Il 12 aprile 1981 a bordo del Columbia c'erano gli astronauti John Young e Robert Crippen: era la prima volta nella storia dello spazio che una navetta affrontava il suo primo volo con un equipaggio a bordo. E' un anniversario importante, che arriva proprio mentre la navetta americana si prepara ad uscire di scena. Volera' ancora solo sue volte: a fine aprile e in estate.
Sulla rampa di lancio del Kennedy Space Center della Nasa, a Cape Canaveral, lo shuttle Endeavour e' pronto a partire per il 29 aprile. Il lancio era previsto inizialmente per il 19, ma il ''traffico intenso'' sulla stazione orbitale ha costretto a dieci giorni di attesa. A bordo ci saranno l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) Roberto Vittori e uno strumento unico, Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), destinato ad andare a caccia di antimateria nello spazio.
Nel frattempo, sempre al Kennedy Space Center, i tecnici stanno gia' lavorando attorno all'ultimo shuttle, l'Atlantis. Nei giorni scorsi gli astronauti hanno visitato la navetta per alcuni test e l'hanno trovata ''in gran forma'', come hanno scritto su Twitter. Il loro trasferimento a Cape Canaveral e' previsto per il 24 giugno e l'indomani dovrebbe partire il conto alla rovescia in vista del lancio, al momento in programma per il 28 giugno.
Dopo questo volo il programma chiudera' i battenti e le tre navette rimaste della storica flotta diventeranno oggetti da museo. Sara' questo il destino dell'Endeavour, dell'Atlantis e del Discovery, che ha volato per l'ultima volta all'inizio di marzo. Del Columbia e del Challenger, protagonisti di due momenti tragici della storia dello spazio, non restano che rottami, ma anche quelli sono stati richiesti dal piu' celebre dei musei dedicati allo spazio, lo Smithsonian National and Air Museum a Washington.
Complessivamente le 5 navette hanno fatto piu' di 130 voli, portando in orbita oltre 350 persone e percorrendo almeno mezzo miliardo di chilometri: una distanza sufficiente a coprire lo spazio che separa la Terra da Giove. Lo shuttle merita un posto nella storia dei voli spaziali perche' e' stato il primo velivolo riutilizzabile, capace di raggiungere l'orbita con una potenza grandissima e di atterrare leggero come un aliante. Inizialmente ha funzionato come un laboratorio unico, nel quale era finalmente possibile fare esperimenti senza gravita', poi e' diventato il veicolo indispensabile per portare in orbita i grandi moduli della Stazione Spaziale e per assemblarli e per portare gli astronauti a compiere missioni celebri, come quelle per la manutenzione del telescopio spaziale Hubble.

Malati di internet? I fattori di rischio

Malati di internet? I fattori di rischio

Report Il prodotto sei Tu - Sommossa Web 2.0



Tratto da :. oknotizie.virgilio.it
REPORT --  RAI 3

domenica 10 aprile 2011

UFO, X-FILES DELL'FBI: "NEL '50 TROVATI TRE CORPI UMANOIDI"

L'alieno di Rosswell, rivelatosi un falso
WASHINGTON - Arrivano dagli Usa dei nuovi documenti che fanno luce sui presunti avvistamenti di Ufo avvenuti nei cieli americani negli anni '40. Secondo i documenti dell'Fbi, scovati e pubblicati dalSalt Lake Tribune, gli agenti di quel periodo scrissero due documentazioni relative a un avvistamento nello Utah e a un altro in New Mexico, il famoso "alieno di Rosswell". Il primo X-files, è una rapporto dell'Fbi firmato dall'agente Guy Hottel e datato 22 marzo 1950, descrivendo tre dischi volanti precipitati in New Mexico, tutti di un diametro di 16 metri e con al loro interno tre figure umanoidi alte circa un metro. Questo è quanto si legge nel documento: ««Ogni disco  era occupato da tre corpi di forma umanoide alti meno di un metro, vestiti con un tessuto metallico a trama molto fitta. Ogni corpo era avvolto in una specie di bendaggio simile alle tute anti gravità usate dai piloti collaudatori». Secondo il rapporto i velivoli sarebbero precipitati a causa della potente interferenza dei radar dell'aviazione statunitense. Sul secondo avvistamento i documenti risalgono al 4 aprile 1949, quando alcuni agenti dell'Fbi nello Utah, inviarono un documento "urgente" al  direttore del Bureau, J. Edgar Hoover. Nell'X-files si parla di due agenti di polizia e del custode di un negozio che avrebbero visto un Ufo volare sui cieli della cittadina di Logan per poi esplodere. Il documento, intitolato "Dischi volanti", recita :«I tre videro un oggetto di colore argenteo che si stava avvicinando alle montagne del Sardine Canyon e che è sembrato esplodere in un'eruzione di fuoco. Diversi cittadini di Trenton dissero di aver visto quello che sembrò essere una doppia esplosione aerea seguita da oggetti cadenti».
Domenica 10 Aprile 2011 - 18:47
Tratto da:. LEGGO

giovedì 7 aprile 2011

Foto dei misteri dove fu ucciso un prete !!

Vernazza: turista ritrae una chiesa vuota ma nello scatto appare un sacerdote
Fenomeni 'paranormali' o semplici suggestioni? Dì la tua



Nel tondo, appare sfocata la figura di un'entità
Nel tondo, appare sfocata la figura di un'entità
La Spezia, 7 aprile 2011 - HA DETTO di essere stata ignara, al momento dello scatto, che l’altare su cui aveva puntato l’obiettivo era proprio quello delle anime. E nemmeno sarebbe stata a conoscenza che poco distante da lì, nella canonica della chiesa, oltre 11 anni fa, venne ucciso il parroco, massacrato di botte. Avrebbe saputo tutto ciò quando ha fatto vedere l’immagine ad un’amica che lavora nel paese meta della vacanza, Vernazza, perla turistica delle Cinque Terre.

E lo sconcerto si è tradotto in choc, quanto meno per l’amica. L’immagine digitale consegnata al computer dopo l’operazione di trasferimento dalla memory card, fa vedere... l’invisibile. Quello che l’occhio umano non aveva carpito al momento del clic è finito nel file, seppur in forma sfumata, sfuocata, mossa: la figura di un uomo minuto che indossa un abito talare, con una stola attorno al collo; alle sue spalle, sfuggenti, gli apparenti contorni di un volto. Quanto basta per avere la schiena percorsa da un brivido e aprire la mente a vari interrogativi, più o meno inquietanti: un macabro bluff? Un’esposizione lunga alla luce che ha colto e impresso nella memoria, con effetto trasparenza, il transito di una persona spuntata all’improvviso e poi scomparsa agli occhi di chi ha effettuato lo scatto? Un fenomeno paranormale che ’scomoda’ l’anima candida di don Emilio Gandolfo, il parroco-intellettuale morto dopo una vera e propria tortura il 2 dicembre del 1999?

L’autrice dello foto è una turista sarda. Da giorni ha lasciato Vernazza. La sua identità la conosce solo l’amica del posto, che però non vuole rivelarla. Lei stessa chiede l’anonimato. «Troppo clamore...».
Ma lei almeno «garantisce» che la sua amica non è un’illusionista?
«Certo, al cento per cento. E’ una persona al di sopra di ogni sospetto».

Magari siamo di fronte ad una mossa per riaccendere i riflettori sul delitto?
«Impensabile. Era all’oscuro di tutto».


«Se la vicenda serve a ridare quota alle indagini, è comunque un bene, al di là dei misteri che presenta e delle deduzioni della ragione e del cuore», dice il vicesindaco di Vernazza, Gerolamo Leonardini, cattolico praticante, primo cittadino all’epoca del delitto. Lui, in proposito, ha un’opinione precisa. «L’omicidio viene da lontano. Il mite e minuto don Emilio è stato ucciso perché, forse, custodiva un segreto pesante come un macigno, per estorcere il quale, venne massacrato di botte».
E della foto cosa pensa?
«Non faccio testo, ma io vedo l’immagine sfumata di un uomo in abito talare... Non è certo il parroco attuale, la cui stazza è notevole».


Abbiamo chiesto allora ad un esperto, il professor Lorenzo Colloreta, docente di fotografia digitale ad Architettura a Firenze, a cui abbiamo girato la foto per mail.+
Che dire?
«Al 99 per cento non è un fotomontaggio. Siamo di fronte al transito reale di una persona. Si è verificato quello che tecnicamente si chiama effetto fantasma».

Cioè?
«Si verifica quando, durante un’esposizione prolungata, l’azione del flash si somma a quella della luce ambiente. In questo caso si ha un effetto-trasparenza nelle zone dell’immagine dove un soggetto in movimento si sovrappone allo sfondo»

Sembra intravvedersi una stola...
«E’ l’effetto della sovrapposizione dell’architettura dell’altare».

Tutto spiegabile...
«Sì; ma c’è di più. Esaminando il contenuto del file ancor prima dell’immagine balza in evidenza l’assenza dei metadati, ovvero le informazioni relative alla macchina usata, alla data dello scatto, diaframma, eccetera...».

Sono stati cancellati volontariamente?
«Difficile pensare ad una azione involontaria. Poteva accadere nelle macchine digitali di prima generazione. Ora le informazioni accompagnano per sempre gli scatti, a meno che qualcuno non le tolga deliberatamente per non permettere di risalire a lui. Un’operazione complessa».


Una cosa è certa. Chi ha fatto clic vuole restare nell’anonimato. Logico pensare che proprio per questo abbia cancellato i dati. La domanda che si impone allora è un’altra: perché consegnare all’amica un’immagine capace di aprire inquietanti interrogativi diretti ma anche indiretti? C’è una relazione col delitto del parroco?
Tratto da :. LA NAZIONE SP
Corrado Ricci

mercoledì 6 aprile 2011

Pensioni d'oro, libro denuncia di Giordano Amato, 31.000 euro al mese: ira dei lettori.


Giuliano Amato
Giuliano Amato

"Sanguisughe, le pensioni d'oro che ci prosciugano le tasche": l'ultimo libro inchiesta del giornalista sui lauti vitalizi della nostra classe dirigente fa venire la pelle d'oca: si può arrivare a percepire anche tre pensioni al mese

Bologna, 31 marzo 2011 - La nostra classe dirigente va in pensione senza lavorare. L'ultimo libro inchiesta di Mario Giordano ("Sanguisughe, le pensioni d'oro che ci prosciugano le tasche", Mondadori, 18 euro, in uscita martedì prossimo) fa venire la pelle d'oca: smaschera la schiera di coloro che hanno vissuto da privilegiati. In questo Paese bello e maledetto, sono un esercito di 495 mila unità.
C' è anche l'attuale moglie del Senatur Bossi, al secolo Manuela Marrone. E' dal 1992, quando aveva la veneranda età di 39 anni, che percepisce i suoi 766,37 euro al mese.
Non molti, ma comunque troppi. Da allora, scrive Giordano, "fra le attività che ha seguito con più passione c'è la scuola elementare Bosina, da lei medesima fondata nel 1998, 'la scuola della tua terra', che educa i bambini attraverso la scoperta delle radici culturali, anche con racconti popolari, leggende, fiabe, filastrocche legate alle tradizioni locali. E sarà un caso che nelle pieghe della Finanziaria 2010, fra tanti tagli e sacrifici, sono stati trovati i soldi per dare un bel finanziamento, (800 mila euro) proprio alla Bosina?".
Ma è una cosa normale in questo Paese, dove non ci si indigna nemmeno se il ripetente figlio della signora è consigliere regionale della Regione Lombardia senza avere maturato una lunga e approfondita gavetta.
Ma la signora Bossi è in allegra compagnia: anche gli artisti possono permettersi di non lavorare.
1) Adriano Celentano: in pensione da quando aveva 50 anni. 
2)
Sophia Loren e Raffaella Carrà: in pensione dai 53. 
3)
Carlo Callieri: 5.000 euro al mese da quando aveva 57 anni.
E non scherzano nemmeno gli assegnatari delle pensioni 'a cumulo'. I parlamentari, gli onorevoli di ogni ordine e grado e i magistrati possono prenderne fino a tre. Qualche esempio, tanto per gradire:
1) Giuliano Amato: 31.411 euro lordi al mese (1.047 euro al giorno), che netti sono circa 17mila. L'ex presidente del Consiglio, in pensione da quando aveva 59 anni, ha due pensioni: quella da ex docente universitario e quella da ex parlamentare.
2) Oscar Luigi Scalfaro ha due pensioni, quella da senatore a vita e quella da magistrato (ma ha indossato una toga solo per 36 mesi, fra il 1943 e il 1946). Totale: 15.000 euro netti.
3) Rocco Buttiglione, la pensione di 3.258 euro netti come professore universitario da sommare all'indennità parlamentare.
4) Romano Prodi prende tre vitalizi, quello da ex Presidente della Commissione europea, quello da ex docente e alla fine quello da ex parlamentare. Totale: 14.254 euro lordi al mese.
5) Franco Marini, deputato Pd, che oltre all'indennità parlamentare prende circa 2.500 euro da quando aveva 57 anni.
E questi sono solo alcuni degli esempi 'bomba' che fa Giordano nel suo libro.
Sono davvero meritati tutti questi soldi? Sono davvero produttivi i nostri governanti? E soprattutto: quali saranno le conclusioni che un cittadino normale trarrà quando sentirà parlare di innalzamento dell'età pensionabile? Disillusione. Malcontento. Rabbia. Sgomento. E sempre meno voglia di alzarsi la mattina per fare andare avanti questo benedetto Paese.
QUOTIDIANO NET
di Davide Denina


Il Prodi leader di sinistra che si mette in tasca tre pensioni al mese



Prodi prende oltre 14mila euro di pensione al mese. Anzi: pensioni. Al plurale. Eh sì, perché il Professore di vitalizi ne incassa addirittura tre: uno da 5.283 euro come ex presiden­te della Commissione europea, uno da 4.725 euro come ex parlamentare e uno da 4.246 come ex professore universitario. Totale 14.254 euro lor­di. La somma lo deve imbarazzare non poco. E infatti poco tempo fa, in una dichiarazione Ansa del 24 no­vembre 2010, si è abbassato l’asse­gno previdenziale, esattamente co­me le donne si abbassano l’età: cita­va sì correttamente i 5.283 della com­missione europea, ma poi parlava di 1.797 euro lordi da ex parlamentare e di 2.811 lordi come ex professore universitario, mostrando una prematura ma quantomai conveniente smemoratezza senile: in realtà quelle cifre cui lui si riferisce sono al netto. E al lordo corrispondono appunto a 4.725 (esattamente 4.725,04) e 4.246 (esattamente 4.246,43) euro mensili. 

Tutti strameritati, per carità: non c’è trucco, non c’è inganno. Ma allora, perché, Professore, dire le bugie? A sfrucugliare nei meandri della previdenza italiana si fanno scoperte assai interessanti. Per esempio, il cumulo di vitalizi d’oro è una consuetudine piuttosto diffusa, anche fra coloro che fanno professione di pauperismo operaio. Prendete il vecchio Cossutta: l’uomo dei rubli incassa una pensione Inps dal 1980, cioè dall’anno in cui a Mosca c’era ancora Breznev, Aldo Maldera era il capitano del Milan e Bobby Solo a Sanremo cantava «Gelosia». E lo sapete perché incassa quella pensione? Grazie alla famosa legge Mosca, con cui l’odiato Stato borghese ha riconosciuto a dirigenti di partito e sindacalisti contributi mai versati. Dal 2008, poi, il tovarisc Armando di pensioni ne riceve due: all’assegno dell’Inps unisce infatti il sostanzioso vitalizio parlamentare, 9.604 euro lordi al mese, una cifra che è quasi una beffa per il compagno operaio. 

Ma tant’è: per non farsi mancare nulla, al momento di lasciare il Parlamento, dove aveva piantato le tende da ben 10 legislature, Cossutta ha anche incassato una liquidazione monstre pari a 345.744 euro, pudicamente definita «assegno di solidarietà». Eccome no: solidarietà. Ma con chi? Con il suo conto corrente? Due pensioni riceve anche Luciano Violante: 9.363 euro lordi come ex parlamentare e 7.317 come ex magistrato, per un totale di 16.680 euro lordi al mese. Tre pensioni riceve l’economista finiano Mario Baldassarri, che con Prodi condivise la famosa seduta spiritica sui colli bolognesi durante il rapimento Moro: diventato presidente della Commissione finanze, non ha fatto un gran che per risanare i bilanci pubblici, ma per quel che riguarda i bilanci privati, beh, non si può certo lamentare. Due pensioni vanno in tasca al compagno Giovanni Russo Spena: quella parlamentare ( pari a 5.510 euro netti dal 2008) si va a sommare a quella da professore universitario (2.277 euro netti dal 2002, cioè da quando aveva 57 anni), per un totale di quasi 8mila euro netti. 

Sommano una pensione all’indennità parlamentare sia Rocco Buttiglione (3.258 euro netti come professore universitario dal 2007) sia Franco Marini (circa 2.500 euro grazie alla legge Mosca dal 1991, cioè da quando aveva 57 anni). Ancor più giovane è andato in pensione Sergio D’Antoni, deputato del Pd, vicepresidente della commissione Finanza, già sindacalista assai favorevole ai rigori sulla previdenza altrui: prende una pensione Inpdap di 5.233 euro netti al mese (8.595 euro lordi al mese, 103.148 euro lordi l’anno) dal 1º aprile 2001, cioè da quando aveva 55 anni. Ma il bello è che la pensione è stata liquidata sulla base di (udite bene) 40 anni di servizio. 40 anni di servizio? A 55 anni? E dunque D’Antoni era in università a 15 anni? E faceva già il docente? Possibile? Forse siamo davanti a un genio precoce della scienza giuridica e non ce ne siamo mai accorti? Si badi bene: lo scandalo qui non sono tanto i 5.233 euro netti di pensione Inpdap (che pure non sono pochi per un sindacalista che ha sostenuto la necessità di tagliare le pensioni dei lavoratori) e nemmeno il fatto che essi vadano a sommarsi senza colpo ferire all’indennità parlamentare. 

Tratto da:. Il Giornale

Ecco Ziggybox, per fare musica con sigarette e portacenere (VIDEO)









Roma, 5 apr. - (Ign) - Si chiama Ziggybox e a prima vista sembra un oggetto per fumatori da poter tenere in soggiorno. Invece è un sintetizzatore che genera e modula suoni semplicemente aprendo pacchetti di sigarette e utilizzando i portacenere. Il progetto utilizza sensori di luce e software C++e Open Frameworks. L'idea non sarà 'politicamente corretta' visto gli 'strumenti' scelti ma, dal momento che lo scopo del progetto è mostrare come si possa fare musica con oggetti di tutti i giorni, si può sempre sostituire le sigarette con qualcosa di meno dannoso per la salute.
Tratto da :. adnkronos.com

martedì 5 aprile 2011

TRZ: Il muro interattivo

TRZ: Il muro interattivo: "Non è un televisore e nemmeno un computer. E' semplicemente un muro molto speciale. Targato Panasonic arriva il muro digitale che,a diffe..."

venerdì 1 aprile 2011

Ripulire il mare dal petrolio: potrebbe essere fatto con la lana

Viene dall’idea di un italiano, la possibilità di ridurre i danni provocati dalle cosiddette “maree nere”, dallo sversamento in mare di petrolio.
Questa, oltre ad essere particolarmente innovativa, potrebbe essere un’idea rivoluzionaria, e a concepirla e brevettarla pare sia stato Luciano Donatelli, presidente dell’Unione Industriali di Biella che ha messo a frutto la sua esperienza con i tessuti, Mauro Rossetti, direttore dell’Associazione Tessili e Salute di Biella e a Mario Plomer, Amministratore Delegato di Tecnomeccanica Biellese. Si tratta dell’utilizzo della comunissima lana grezza in unione ad un sistema tecnologico chiamato “Wores”, che potrebbero rimediare a disastri naturali come quello avvenuto recentemente, nell’estate 2010, con la piattaforma petrolifera Bp, nel Golfo del Messico. Lo strumento, sfruttando le proprietà idrorepellenti della lana e la capacità di assorbire olii, con valori anche superiori al suo peso, assorbirebbe il petrolio, ripulendo il sistema.
Inoltre questo sistema potrebbe apportare anche dei vantaggi economici ai produttori di lana, perché essendo uno scarto di lavorazione e non avendo nessuna utilità, acquisterebbe valore. Poi, dopo che abbia svolto il suo compito, la lana potrebbe venire smaltita nei termovalorizzatori, che sfruttano le proprietà caloriche del petrolio. Wores invece, essendo la parte meccanica e tecnologica, potrebbe essere installato su navi di qualsiasi dimensione per spargere in mare la lana ed attraverso appositi scivoli, la recupera, la strizza con delle presse che poi scaricano l’olio nero in un serbatoio. Alla fine, la lana si ritrova ad essere pronta per il riutilizzo, almeno altre dieci volte.
Tratto da :. TECNOLOGIA E RICERCA.com

La mappa della gravità terrestre disegnata da GOCE





L’animazione mostra il geoide ricavato da oltre un anno di dati sulla gravità terrestre, inviati dal satellite GOCE (Gravity field and steady-state Ocean Circulation Explorer), lanciato a marzo 2009. Si tratta della più dettagliata mappa di questo tipo mai realizzata.
Il geoide è un solido costruito come una mappa altimetrica, in cui ogni punto serve a disegnare la superficie equipotenziale della Terra, i luoghi cioè dove il potenziale gravitazionale ha valore uguale. Picchi e avvallamenti indicano pertanto zone dove la gravità è maggiore o minore, a seconda della densità della colonna che, dal centro della Terra, porta al punto in cui il satellite ha effettuato il rilevamento (la forza di gravità è proporzionale alla massa e varia quindi con la distribuzione della massa all’interno del pianeta).
Gli scienziati ritengono che lo studio accurato delle variazioni gravitazionali alla superficie terrestre consentiranno di trarre indicazioni utili nella previsione dei terremoti.
Tratto da :. OMEGA CENTAURI

Grisù

Il grisù (o grisou) è una miscela gassosa composta essenzialmente da metano, presente soprattutto nelle miniere di carbone e di zolfo; si sprigiona lentamente dallo stesso giacimento attraverso fratture o anche improvvisamente da grandi cavità della roccia nelle quali si  accumulato.
Il grisù è altamente infiammabile ed esplosivo e risulta pertanto molto pericoloso per i minatori che lavorano alla sua estrazione. Nella combustione l’aumento di volume provoca infatti un aumento di pressione e quindi di velocità di propagazione nelle gallerie (fino a 200 metri al secondo, corrispondenti a 720 Km/h), per cui altre quantità di grisù, che si trovano anche in zone lontane dalla miniera, prendono fuoco con conseguenze catastrofiche.
Incidenti del genere sono avvenuti anche in Italia, infatti bisogna ricordare il disastro di Morgnano (in provincia di Perugia), avvenuto il 23 marzo 1955, con un bilancio di 22 morti, e il disastro di Ribolla, del 1954, con un bilancio di 43 morti. Tre anni dopo in Sicilia, il 20 agosto 1957, nella Miniera Trabia Tallarita di Sommatino (in provincia di Caltanissetta) morirono 23 zolfatari, e molti altri rimasero feriti.
Curiosità: il termine grisù è diventato famoso negli anni settanta con la messa in onda in televisione del cartone animato Grisù. Protagonista un simpatico e geniale draghetto che aveva difficoltà a gestire le proprie emozioni e che da grande voleva fare il pompiere Sorriso
Grisù

Tratto da :. IL POTERE DELLA FANTASIA


«L' altare piange, miracolo»


Dopo le visioni, il parroco annuncia: «Fenomeni divini»

VILLA GUARDIA (Como) - Ogni volta, fino a pochi minuti prima dal termine di ognuna delle tre messe domenicali celebrate ieri nel santuario della Santissima Trinità Misericordia di Maccio, frazione di Villa Guardia, nessuno avrebbe potuto pensare a una giornata fuori dall' ordinario. E invece, ogni volta, le ultime parole pronunciate dal parroco don Luigi Savoldelli o dal vicario don Rossano Quercini, hanno dato il segno che qualcosa di diverso - nella notte tra sabato e ieri - era accaduto. «I fedeli che volessero - sono state ad esempio le parole di don Rossano a chiusura della celebrazione delle 8.30 - possono venire all' altare per venerarlo con un bacio, semplicemente per toccarlo, oppure per guardare i segni della presenza di Dio». E lì, in quel momento, come negli altri momenti simili della giornata, i fedeli - tanti, già molti più del solito, pur senza alcun cedimento a commozioni teatrali - hanno lasciato i banchi e le sedie in massa e, silenziosamente, hanno raggiunto la mensa sacra di marmo grigio-nero. Un altare di 18 quintali di peso, dal quale - come hanno ufficialmente annunciato i sacerdoti di Maccio - sgorga, in maniera apparentemente inspiegabile, acqua purissima. Misteriosa, visto che non risultano falde o corsi d' acqua sotto la chiesa. O addirittura miracolosa, secondo la rapida traduzione popolare. Nel volgere di poche ore, la notizia del «miracolo di Maccio» ha fatto molta strada. E ciò che fino allo scorso sabato sera non accadeva o accadeva meno - il pellegrinaggio dei fedeli per sfiorare il marmo umido con mani, labbra, rosari e santini - da ieri si ripete incessante e con crescente partecipazione. Anche perché l' invito ripetuto dai sacerdoti ai fedeli è proprio a non rinunciare a questo contatto con «il segno divino». E quelle microscopiche goccioline («umidità», brontolava una sparuta minoranza di scettici) sono rapidamente diventate un centro di attrazione cristiana ancora più forte di quanto il santuario stesso non lo fosse dallo scorso 27 novembre. Cioè da quando il vescovo di Como, Diego Coletti, elevò la periferica chiesa parrocchiale di Maccio al rango di santuario dopo aver certificato che le ripetute esperienza mistiche del maestro del coro - Gioacchino Genovese, 51 anni, secondo alcuni capace anche di stimolare guarigioni «miracolose» - non presentano , né derivano da «fenomeni di autosuggestione». Ora, per «l' altare che piange» - «Da più di un anno, ma l' abbiamo voluto rendere noto solo adesso», rimarca il vicario don Rossano Quercini - la vicenda è un pò diversa. Non esiste ancora, se non in forma di placet alla pubblica comunicazione, un pronunciamento ufficiale della commissione diocesana sui fatti di Maccio, né tantomeno dalla Congregazione per la dottrina della fede. L' unico parere scritto, paradossalmente, viene dalla scienza dei Ris di Parma, che hanno certificato la purezza assoluta dell' acqua che ricopre l' altare. Ma - scienza o fede che sia - Maccio è già una nuova piccola capitale dei pellegrinaggi, almeno dal Nord Italia, con parrocchie che arrivano in pullman per respirare l' aria (e l' acqua) di grazia del santuario. «E forse è solo l' inizio», vaticinava ieri don Rossano. Emanuele Caso RIPRODUZIONE RISERVATA **** Il mistico Gioacchino Genovese (nella foto), 51 anni, è il maestro del coro «Regina Pacis». In numerose occasioni, durante la celebrazione di funzioni religiose, l' uomo è protagonista di «esperienze mistiche di grande rilievo spirituale». Testimone da oltre un decennio di «esperienze mistiche» «rivelazioni», con stati di apparente trance che in più occasioni lo privano dei sensi in chiesa, soprattutto dopo aver preso l' Eucarestia, davanti a centinaia di persone. A Maccio i fedeli parlano di «visioni», «momenti di intensa sofferenza» e di «guarigioni». La Congregazione per la dottrina della fede ritiene l' esperienza di Genovese «in perfetta coerenza con la dottrina e la morale, e aliena da qualsiasi fenomeno di autosuggestione» **** Il vescovo Le prime voci sul particolari accadimenti mistici nella chiesa parrocchiale di Maccio - costruita alla fine dell' 800 - risalgono all' estate del 2007, ma è soltanto il 26 ottobre 2010 che emerge la verità. Il vescovo di Como, Diego Coletti, infatti, quella sera, tramite il vicario episcopale don Italo Mazzoni, annuncia che la chiesa diventerà presto santuario della Santissima Trinità Misericordia. Un mese dopo, il 27 novembre 2010, lo stesso vescovo Coletti officia la cerimonia di elevazione. Motivo decisivo della scelta, «il ripetersi di esperienze mistiche particolarmente intense» vissute dal maestro del coro della chiesa, Gioacchino Genovese, a cui assistono ripetutamente centinaia di fedeli.
di:. Caso Emanuele
       Corriere della Sera 

La cometa Elenin sfiorerà la Terra il 16 Ottobre 2011

C2010 X1 Elenin è una cometa di lungo periodo, pensate ci mette 10.000 anni per compiere la sua orbita attorno al sole. Fu scoperta il 10 dicembre 2010 da un astrofilo russo, Leonid Elenin, da cui prende parte del nome, con un telescopio elettronico sito in New Messico.
Nel momento della scoperta non si ha mai la certezza della traiettoria che la cometa prenderà, ma oggi sappiamo che dovrebbe passare ad una distanza dalla Terra di circa 100 volte quella Terra-Luna, a 21 milioni di miglia di distanza. Secondo la NASA, la cometa non arriverà mai ad essere una minaccia per la Terra, buon per noi! 
di Redazione

mercoledì 30 marzo 2011

europress2010: UFO IN ADRIATICO - REALTA' CHE SUPERA LA FANTASIA

europress2010: UFO IN ADRIATICO - REALTA' CHE SUPERA LA FANTASIA: "Già Tito Livio fu probabilmente testimone oculare di 'qualcosa di strano' nel mare Adriatico. Strane luci, bagliori notturni, avvenimenti ..."