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sabato 31 dicembre 2011

L’ udito del cavallo

Un cavaliere esperto è in grado di riconoscere l’ atteggiamento del cavallo osservando la posizione in cui questo tiene le orecchie. L’ udito del cavallo ha basilare importanza, principalmente per cavalli nati e cresciuti in natura senza l’ influenza o l’ intervento dell’ uomo. L’ Udito dei cavalli è assai sviluppato gli permette di percepire la presenza di un predatore poco attento nel caso il suo habitat fosse la natura. Se trattiamo il caso di cavalli a contatto con l’ uomo, quindi domestici, l’ Udito del cavallo sarà diretto al riconoscimento di suoni più familiari, come la voce del cavaliere o rumori collegati alla somministrazione della razione di cibo e altre leccornie. Le orecchie del cavallo come detto in precedenza permettono al cavaliere di percepire l’ atteggiamento che questo avrà nei suoi confronti, nel caso la loro posizione fosse rivolta in avanti con testa alta il cavallo è attento, incuriosito, se le orecchie appaiono basse potrebbe significare tranquillità oppure malessere, nel caso fossero indietro è schiacciate verso la nuca del cavallo l’ atteggiamento è di disagio, nervosismo o paura. Le orecchie del cavallo possono essere mosse in maniera indipendente una dall’ altra, di solito vengono dirette verso il suono che attrae l’ attenzione del cavallo anche singolarmente.

                                                          

la scatola di pandora

DSocial & Web Marketing e Curiosità dal Web

venerdì 9 dicembre 2011

2001-2002: addio alla lira dopo mille anni



Alla mostra dell'ANSA al Vittoriano lo scatto di quella notte di capodanno che porto l'euro nelle tasche di tutti




E' stata l'unita' di peso dei Romani, Carlo Magno la trasformo' in unita' monetaria astratta e Napoleone, per primo, ne conio' una di metallo.Dopo piu' di 1.000 anni (ma c'e' chi fa risalire le sue origini addirittura all' VIII secolo), la lira e' uscita di scena nella notte di capodanno tra 2001 e 2002 portandosi dietro
tanta storia, molti ricordi, qualche momento difficile.
Nel corso dei secoli il nome della lira e' stato sempre vivo (''tra le tante avventure - disse un giorno Guido Carli - e' gia' molto che abbia conservato il nome che porta''), resistendo ai tentativi di cambiarlo. I Dogi di Venezia, ad esempio, passarono dalla 'lirazza' alla 'lirona' fino alla 'liretta'. Le sue origini sono legate a un peso: la libbra romana che equivaleva a 325 grammi attuali. Fu Carlo Magno che trasformo' la libbra da peso in moneta (il 'denaro', equivalente a 240 denari) per estendere alle terre occupate in Italia il sistema che il padre, Pipino il Breve, aveva adottato nel Regno franco. In realta', pero', la lira non esisteva: il 'pezzo' era soltanto un'idea che,  per la storia, non sarebbe piu' tramontata.
Mille anni dopo, nel 1808 Napoleone faceva coniare dalla Zecca di Milano la prima 'lira italiana', mentre quella arrivata fino ai nostri giorni come unita' di moneta e' la lira del sistema decimale introdotto da Vittorio Emanuele I. Con la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861 si pose il problema della totale imposizione della nuova moneta nei modelli e nella titolazione. E la Zecca si mise al lavoro.
Negli anni successivi vengono battute monete d'oro da 100, 20, 10 e 5 lire e monete d'argento da 5, 2, 1 lira e 20 centesimi nonche' monete di rame. Non vi fu alcuna indicazione a cambiarle nome anche se qualcuno ci provo' con il 'marengo italiano' e con lo 'scudo'. Alla vigilia della Prima Guerra mondiale per conservare il metallo furono emessi buoni di cassa con l'effige di Vittorio Emanuele III. Per effetto delle sanzioni fu ritirata la moneta metallica. Nel '44 venne emesso un nuovo biglietto di Stato, mentre nel '43 l'occupazione alleata dell'Italia porto' una nuova moneta: l'AM-lira. Il resto e' storia recente, dove fa 'capolino' anche l'inflazione a causa della quale, nel 1959, viene sospeso il conio delle monete da 1 e 2 lire.
Un anno piu' tardi, nel 1960, c'e' il primo riconoscimento internazionale per la lira che viene ammessa nel Fondo Monetario Internazionale. Nel 1973 il sistema monetario, e dunque anche la lira, passa al modello dei cambi flessibili e nel 1978 la lira entra nello Sme, inizialmente inserita in una banda di oscillazione speciale del 6%. Durera' fino al 1990, quando la 'forchetta' viene ristretta al 2,25%. E' l'anticamera degli anni 'difficili', culminata nel settembre del 1992 con la fuoriuscita dal sistema monetario europeo. L' 'esilio' durera' 4 anni: il 25 novembre 1996 la lira rientra nello Sme. Tre anni piu' tardi - e' il 1999 - la moneta italiana entra nell'euro.
Il 27 luglio 2001 le macchine del Servizio fabbricazione carte valori delle Banca d'Italia, hanno stampato le ultime lire. Erano banconote da 5 mila lire.
Tratto da :. ANSA 

Formula segreta Coca-Cola cambia nascondiglio Ricetta segreta. Mostra ad Atlanta per 125 anni della bevanda 09 dicembre, 20:20

Il trasferimento e' avvenuto in assoluta sicurezza, in pochissimi erano al corrente dello storico spostamento di una delle ricette piu' gelosamente custodite al mondo: la formula segreta della Coca-Cola ha cambiato 'nascondiglio', per la prima volta in 86 anni. Dalle segrete della Sun-Trust bank di Atlanta, dove venne depositata nel 1925, la 'pozione' e' stata portata in una cassa blindata con tanto di scorta armata al palazzo attrazione della casa produttrice chiamato "Il Mondo della Coca-Cola" nel centro della citta' della Georgia.
La cassetta blindata e' il pezzo da Novanta della Mostra appena aperta per celebrare i 125 anni dalla creazione della bibita a bollicine. Ovviamente nessuno puo' guardare dentro il contenitore non solo sigillato ma anche messo sotto vetri antiproiettile. "Sono pochissimi a sapere cosa vi sia all'interno della cassetta - ha ammesso il direttore marketing della Coca-Cola, Jacquie Wansley - io non lo so e non so nemmeno chi conosce il segreto". La formula, che non e' mai cambiata nel secolo e passa della sua storia, dovrebbe essere contenuta in un quadernetto scritto da suo inventore, il dr. John S. Pemberton. "Ora la ricetta segreta rimarra' per sempre nel palazzo", ha aggiunto Wansley.
Tratto da:. ANSA:IT

giovedì 20 ottobre 2011

Cosenostreacasanostra: MES, la nuova dittatura europea, ratifica entro il...

Cosenostreacasanostra: MES, la nuova dittatura europea, ratifica entro il...: S ource: http://www.comite-valmy.org/spip.php?article1960 14 ottobre 2011, Rudo de Ruijter, video de Jozeph Muntenbergh Trad. Nicoletta F...

mercoledì 19 ottobre 2011

Internet e condivisione Wi-fi

Il wi-fi è un protocollo di navigazione sempre più diffuso, questo perchè è comodo, pratico, consente di navigare in Internet in qualsiasi punto della casa, senza dover avere fastidiosi cavi collegati al computer che attraversano ogni luogo della casa.

Ma il wi-fi ha il limite strutturale di non poter essere utilizzato al di fuori delle nostre mura domestiche, oltre a dover utilizzare ovviamente un modem-router di buona marca che ci consenta di avere una banda affidabile.

Ma come sappiamo e come mi piace spesso ripetere, l'innovazione corre sul web e non solo, corre attraverso tutte quelle aziende, quelle realtà che hanno una idea veramente originale, e questa idea si traduce di fatto in una nuova applicazione.

Questa sera voglio parlarvi di una azienda che rappresenta sicuramente una innovazione in ambito web, questa realtà ha creato un meccanismo di condivisione del wi-fi, come realtà globale, utilizzabile in ogni ambito del pianeta.

Il sito in questione si chiama www.fin.com/it, l'idea di fondo è molto semplice e notevolmente efficace, si tratta di una rete globale wi-fi, in poche parole registrandosi al sito in questione come utente, potremo accedere a una rete globale di navigazione wi-fi.

La registrazione ci identifica come utenti Alien e ci consente di navigare ma non gratuitamente, pagheremo un gettone di presenza, al contrario acquistando una Fonera, un apparato prodotto dalla azienda, potremo condividere la nostra adsl con altri utenti.

Ma oltre a condividerla, potremo ovviamente in ogni luogo nel quale ci recheremo nel pianeta, accedere a nostra volta a un'altra rete di un altro utente che possiede una Fonera, un bel modo di condividere una rete wi-fi  globale.

Internet e il web stupiscono sempre, e l'innovazione è reale e continua, buona serata e buona navigazione a tutti.



Tratto da :. www.fon.com/it

lunedì 17 ottobre 2011

"FINE DEL MONDO IL 21/10": L'ANNUNCIO DEL 'PROFETA'


MILANO – Harold Camping non è nuovo in questo genere di annunci apocalittici e nonostante abbia recentemente ricevuto un Ig-Nobel, premio rilasciato ai padri delle ricerche più assurde, torna a predire la fine del mondo.
Neanche l'ictus che lo ha colpito pochi mesi fa gli ha impedito di lanciare un nuovo appello: la fine del
mondo è prevista, secondo l'anziano 'profeta', per venerdì 21 ottobre 2011.

Rispetto a questa previsione, fondata su una serie di numeri compresi tra la morte di Gesù e la fine del mondo, i Maya risultano degli 'inguaribili ottimisti'.
A chi gli critica che troppe volte ha predetto l'avvento dell'Apocalisse senza che questa (fortunatamente) avvenisse, lui risponde in un modo che ricorda un po' i bambini: "ma stavolta è vero". Stavolta, però, le sue parole non sono state seguite dal clamore mediatico avuto in precedenza.

Il predicatore californiano è presidente della Family Stations, un network a carattere religioso che comprende circa centocinquanta stazioni radio e televisive in California ed è uno studioso di testi religiosi, sopratutto della Bibbia, da circa 70 anni.
Secondo le previsioni dell'arzillo studioso, solo chi è tra gli 'eletti' potrà salvarsi, per tutti gli altri non rimane che aggrapparsi ad una notizia, il fatto che lo stesso Camping si sia candidato all’edizione 2012 degli Ig-Nobel.

Tratto da :. LEGGO

SATELLITE IN CADUTA LIBERA. "L'IMPATTO FRA POCHI GIORNI"



ROMA - Non è passato neanche un mese da quando il satellite americano Uars è rientrato sulla terra, mettendo in apprensione tutti per via della possibilità di un atterraggio in luoghi abitati. Adesso un altro satellite si prepara a rientrare nell'atrmosfera tra il 21 e il 25 ottobre. Si tratta di Rosat (ROentgen SATellite), il telescopio spaziale per l'osservazione del cielo ai raggi X lanciato nel 1990 dalla Nasa e gestito dall'Agenzia spaziale tedesca Dlr.

Proprio come e' accaduto un mese fa, non si esclude che i materiali fortemente resistenti al calore che costituiscono il satellite possano in parte 'sopravvivere' all'impatto con l'atmosfera. Tanto che, secondo le stime della Dlr, almeno una trentina di frammenti potrebbero raggiungere la Terra nel raggio di circa 80 chilometri. Il piu' grande potrebbe probabilmente essere il grande specchio del telescopio spaziale, dal peso di 1,7 tonnellate. Tuttavia, proprio come e' accaduto un mese fa, al momento non e' possibile prevedere su quale area della Terra potra' avvenire l'impatto perche' sono numerosi i fattori che influenzano il movimento del satellite e che fino all'ultimo istante possono orientarlo diversamente.

Poiche' il telescopio spaziale non ha a bordo un sistema di propulsione, a partire dalla fine della missione, nel 1999, non e' stato possibile manovrarlo in modo da controllare la fase di rientro. Nei nove anni della sua carriera Rosat ha funzionato su un'orbita ellittica posta fra 585 e 565 chilometri dalla Terra e al termine della sua vita operativa ha cominciato a perdere progressivamente quota per effetto dell'attrazione terrestre finche' nel giugno scorso si trovava a soli 327 chilometri dalla Terra.

Tratto da :. LEGGO

sabato 15 ottobre 2011

Il testamento digitale che custodisce le password di Facebook & c.


Il testamento digitale che custodisce le password di Facebook & c.
L’argomento è di quelli che si cerca di rimandare il più possibile. Eppure devono essere in tanti a chiedersi che cosa ne sarà, una volta passati a miglior vita, dei propri account su Facebook, Twitter & c. Tanto che un russo, Danil Kozyatnikov, si è inventato Passmywill: è un sito che fa più o meno da “testamento digitale”. Voi gli affidate i vostri codici per entrare nei social network, ma anche nella casella di posta elettronica e nella banca online e lui li custodisce (criptandoli, assicura Kozyatnikov) fino al giorno fatidico, quando li comunicherà alle persone di fiducia che avrete indicato. Come fa ad accertarsi che siete passati nell’aldilà? Semplice, Passmywill va a controllare su Facebook e sugli altri social network a cui siete iscritti: se si accorge che non vi fate vedere da un tot di mesi, trae le sue conclusioni...



Di che umore è oggi il mondo? Te lo dice Twitter

Più felici di primo mattino, e naturalmente nel week-end. È la fotografia dei sentimenti mondiali acquisita grazie al più veloce dei social network: Twitter. Analizzando i cinguettii di 2,4 milioni di persone provenienti da 84 diversi paesi gli scienziati della Cornell University di New York hanno dedotto che gli internauti sono più positivi al mattino; l'umore scende mano a mano che il giorno avanza per poi tornare alto alla sera, dopo il lavoro. I tweet felici aumentano anche durante il fine settimana mentre diminuiscono nei mesi invernali. Il tono dell'umore in questa ricerca dipenderebbe dal numero di ore di sonno - da qui la felicità mattutina - e di luce a cui gli utenti sono esposti.


Un'analisi dei tweet di 2,4 milioni di utenti nel mondo ha consentito di tracciare una mappa dei sentimenti mondiali nei vari periodi dell'anno e della settimana.
di: Elisabetta Intini

Polizia predittiva e algoritmi dei crimini

La polizia di Santa Cruz, in California, ha avviato un esperimento di polizia preventiva con un algoritmo che prevede quando e dove alcuni crimini potrebbero essere commessi e permette quindi di inviare sul campo degli agenti prima che i fatti si svolgano.
L’unica differenza con Minority Report (il libro di Philip Dick) è che al posto di mutanti vengono usati algoritmi. Per il resto, la filosofia è la stessa: La polizia di Santa Cruz, California, ha infatti iniziato a mettere in atto un programma di prevenzione del crimine partendo dal presupposto che conoscendo una serie di fattori che portano a commetterlo è possibile impedire le peggiori conseguenze.

Il libro di Dick in realtà, nel finale, spiegava l’assurdità e l’inapplicabilità del sistema. Ma forse l’applicazione di numeri, (elaborati da un giovane matematico della Santa Clara University) al posto di umanoidi, o di politiche sociali che intervengano alla radice del problema, può dare un aspetto più scientifico, e dunque più efficiente, alla predizione.
La polizia ha infatti dichiarato che nella prima fase sperimentale la percentuale di alcuni tipi di crimine è effettivamente calata. Il 40 per cento dei reati che poi sono stati commessi era stato previsto.

Il programma utilizzato è basato su un profilo geografico. In pratica viene stimato il luogo dove un atto illegale viene commesso e la ricorrenza. I ladri per esempio commettono spesso un secondo reato, o un terzo, nello stesso luogo e alla stessa ora se il primo è riuscito. Viene analizzata dunque la distribuzione nella città, e le ore più probabili in cui l’atto verrà compiuto, elaborando dati statistici che, per quanto riguarda Santa Cruz, provengono da otto anni di registrazioni precedenti. In base ai dati dunque, le pattuglie si possono concentrare su degli obbiettivi da sorvegliare con maggiore attenzione.
Esempi positivi
La società predittiva
, ovvero la capacità di individuare le tendenze, i mercati, i comportamenti prima che si verifichino, è una delle evoluzioni portate dalla presenza dei computer. Un esempio di banale applicazione è l’elaborazione di Google in tempo reale, man mano che si digita la stringa di ricerca, delle proposte che suppone possano risultare interessanti per l’utente. O Amazon che propone i libri che possono interessare, sulla base delle scelte precedenti.
Processo alle intenzioni
Ma questo tipo di indagine, come sappiamo, può portare alla ricerca di significato dove può anche non esserci. Può essere utile per predire l’andamento delle malattie o il rischio di incidenti nucleari, ma forse non comportamenti umani. E nel caso di Santa Cruz alla criminalizzazione delle intenzioni.
La dimensione anticipativa, sostiene Eric Sadin, autore del libro La societé de la prediction, può portare troppo lontano e ad affrontare i problemi attraverso la macchina, dandole un potere che non ha, oltre a introdurre un tentativo di controllo continuo. Paradossalmente, potrebbe per esempio essere applicata per predire se ci si riuscirà a fidanzare con un data persona, a partire dalle parole usate, che dunque non saranno più spontanee.

Deterrente reale
Una differenza con Minority report però c’è: il programma usato a Santa Cruz, non permette alla polizia di procedere con arresti preventivi, ma gli dà ragione di fermare, identificare e interrogare persone che vengono trovate in un certo posto a una certa ora. E in realtà l’effetto principale sembra essere dovuto più che altro al deterrente dovuto alla presenza delle auto. Chi commetterebbe un furto proprio sotto il naso di un poliziotto?

mercoledì 5 ottobre 2011

Privacy e sicurezza: VPN ( indirizzo ip nascosto )

Privacy e sicurezza: VPN ( indirizzo ip nascosto ): Ad oggi i dati delle connessioni internet sono registrati dagli Internet Service Provider e conservati almeno 5 anni per obbligo di legge. ...

domenica 18 settembre 2011

Io nell'universo: Monna Lisa: il corpo alieno trovato sulla Luna

Io nell'universo: Monna Lisa: il corpo alieno trovato sulla Luna: Tutti sanno che lo sbarco sulla Luna avvenne nel luglio del 1969 con la missione Apollo 11 ma, dopo questa, ce ne furono altre, segrete, co...

giovedì 15 settembre 2011

BP’s cost cuts contributed to oil spill disaster, federal probe finds


HO/AFP/GETTY IMAGES - This April 21, 2010, image shows fire boat response crews as they battle the blazing remnants of the BP-operated Deepwater Horizon oil rig in the Gulf of Mexico.

A 16-month federal investigation has concluded that BP’s efforts to limit costs on its mile-deep Macondo well in the Gulf of Mexico contributed to the blowout last year that killed 11 workers, sank the Deepwater Horizon drilling rig and created the largest oil spill in U.S. history.
The long-awaited report by the Bureau of Ocean Energy Management, Regulation and Enforcement catalogues dozens of mistakes, misapprehensions, risky decisions and failures of communication that led to the blowout and the 87-day spill that spewed nearly 5 million barrels of oil into the gulf.
The report also found fault among BP’s contractors, including Transocean, which owned the doomed rig, and Halliburton, which handled the cement job that failed to seal the bottom of the well before the blowout. But it says BP was “ultimately responsible” for safe operations at the Macondo well.
One of the key questions since the disaster has been whether BP engineers or managers traded away their safety margin to save on drilling costs. The investigators found that BP management rewarded employees for cost-saving steps and did not reward them in the same way for increasing safety. The inquiry found five examples of decisions by BP that cut costs, reduced drilling time and increased risk.
“BP’s cost or time saving decisions without considering contingencies and mitigation were contributing causes of the Macondo blowout,” the report declared.
Communication failures were rampant. Engineers in Houston did not know everything that was happening on the rig, and rig workers weren’t informed of all the concerns about the well in Houston. The report criticized “BP’s failure to inform the parties operating on its behalf of all known risks associated with Macondo well operations.”
The bureau conducted its inquiry in joint sessions with the Coast Guard, which released its report on April 22, the anniversary of the sinking of the immolated rig. The Coast Guard focused primarily on Transocean and found that the company had “serious safety management system failures and a poor safety culture,” a conclusion that Transocean disputed.
Although the report by the bureau does not change the established narrative of what happened on April 20, 2010 — the well design was risky, the cement job failed, gas infiltrated the well, a crucial test of the well’s integrity was misinterpreted and then the well blew out — it represents perhaps the most detailed cataloguing of all that went wrong on the rig and in Houston.
The investigators documented a well design that didn’t include enough barriers to oil and gas coming up the central pipe, iffy last-minute changes to the plan, a cement job that didn’t use very much cement, confusion about lines of authority and an “overall complacency” aboard the floating rig that may have kept workers from detecting that Macondo was about to erupt.
In a brief statement Wednesday, BP did not challenge the report’s conclusions and noted that it shared the blame with its contractors.
“BP agrees with the report’s core conclusion — consistent with every other official investigation — that the Deepwater Horizon accident was the result of multiple causes, involving multiple parties, including Transocean and Halliburton,” the statement said.
Via :. The Washington Post 
Foto | Flickr

venerdì 26 agosto 2011

La stella che si è trasformata in un pianeta di diamante


A 4 mila anni luce da noi, ruota velocissimo intorno a una pulsar che l'ha «denudata»





MILANO - È un pianeta da sogno (almeno per le signore) perché il suo interno è costituito quasi interamente di una materia della stessa natura del diamante. Un pianeta di diamante, insomma. «È la spiegazione più precisa che possiamo dare», racconta a Corriere.it Andrea Possenti, direttore dell’Osservatorio di Cagliari dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) che con altri astronomi (Marta Burgay, Nichi D’Amico, Sabrina Milia) dello stesso osservatorio e di altri stranieri (Parkes, Lowell, Keck) ha scoperto lo strano corpo celeste. Lo hanno scovato nella costellazione del Serpente a 4 mila anni luce dalla Terra e ruota attorno a una pulsar, un astro che emette onde radio a intervalli precisi con il ritmo del millisecondo. È una storia cosmica interessante da raccontare, il cui risultato è pubblicato sulla rivista americana Science.
LA VICENDA - In origine c’erano due stelle piccole e compatte che emettevano raggi X, ma con il passare del tempo una di queste riusciva a strappare all’altra buona parte del gas che l’avvolgeva. Questo divorare la vicina le ha cambiato però il comportamento, facendola ruotare molto più rapidamente compiendo addirittura 173 giri su se stessa ogni secondo. La vittima, al contrario, si impoveriva perdendo il 99,9 per cento del suo materiale gassoso. In pratica veniva denudata lasciandole un corpo solido, ma eccezionale perché costituito in gran parte da carbonio e ossigeno allo stato cristallino; cioè nella stessa forma del diamante. «Al massimo – aggiunge Possenti – le è rimasto un sottilissimo velo atmosferico di qualche centinaio di metri, ma non di più».
VELOCISSIMO - Il pianeta, che ha una densità molto più elevata di quelli noti, compie un giro intorno alla velocissima pulsar ogni due ore e 10 minuti a una distanza di 600 mila chilometri, poco meno del doppio della distanza Terra-Luna. Di pulsar con compagni se ne conoscono circa 150 nel cosmo ma non con queste caratteristiche. «Ed era quella che si era immaginata ma finora mai trovata», aggiunge Possenti, «perché si tratta di una pulsar con un figlio piccolo di massa ridottissima, circa un millesimo di quella del nostro Sole e poco superiore a quella di Giove, mentre tradizionalmente erano molto più grandi, decine di volte la massa di Giove. Qui sta l’interesse perché rappresenta una sorta di anello di congiunzione fra due classi di astri noti».
RADIOTELESCOPIO - Ma gli astronomi dell’Inaf di Cagliari sono elettrizzati oltre che per la scoperta ottenuta anche per un'altra ragione. A Cagliari sta infatti sorgendo un grande radiotelescopio con una parabola di 64 metri di diametro che ora è completata dal punto di vista meccanico. «Tra qualche settimana inizieremo a installare i ricevitori», annuncia Possenti, «e questo ci darà la possibilità di iniziare i primi test immaginando di avere l’impianto pronto per le attività di ricerca nel prossimo semestre». E se con il vetusto radiotelescopio australiano di Parkes si è agguantata una scoperta come questa, con il nuovo Sardinia Radio Telescope la fantasia, giustamente, corre ancora più in alto.
di. Giovanni CAPRARA 

mercoledì 24 agosto 2011

Lo tsunami giapponese ha provocato il distacco di iceberg in Antartide

Le immagini catturate dal satellite Envisat della piattaforma di ghiacci Sulzberger prima e dopo l'impatto dell'onda anomala. Photo credit: ESA

Il terremoto e lo tsunami che hanno investito il Giappone lo scorso marzo hanno fatto sentire i loro effetti anche a 13 mila chilometri di distanza, sulle coste antartiche. L'onda anomala ha infatti provocato il distacco di enormi iceberg (il più grande di 6,5 per 9,5 chilometri di area) dalla piattaforma ghiacciata Sulzberger. Lo hanno scoperto alcuni scienziati della Nasa analizzando le immagini da satellite registrate appena dopo l'impatto dell'onda su questi ghiacci.
di: Elisabetta Intini

L'incredibile scoperta dell'acqua fredda


Basta una bottiglia di acqua fredda per stupire gli amici con una piccola magia scientifica.

L'acqua pura contenuta nella bottiglia, dopo una notte nel congelatore a temperature di gran lunga inferiori allo zero, è ancora allo stato liquido. Si tratta di un fenomeno  noto come "acqua sopraffusa": la tensione superficiale delle singole gocce e la totale assenza di sali minerali e impurità, hanno impedito all'acqua di ghiacciare.
Questo stato dell'acqua è molto instabile: basta una vibrazione per squilibrare il sistema e far congelare quasi istantaneamente il contenuto della bottiglia.
Un evento simile, noto come "gelicidio", è facilmente osservabile in natura durante l'inverno quando, a temperature inferiori allo zero, l'acqua cade dal cielo allo stato liquido e solidifica istantaneamente a contatto con il suolo, con i rami degli alberi, con i cavi elettrici.
di: Franco Severo